11 maggio 2013

Nuova intervista appena pubblicata su Musiczoom


Una nuova intervista appena pubblicata per Musiczoom...
con scottanti rivelazioni sul nuovo album in lavorazione!!
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http://www.musiczoom.it/?p=13600

Nella scorta di anni che separano generazioni intere, modus operandi e stili di vita, Andrea Gianessi coagula in embrione quello a cui qualsiasi artista aspirerebbe: la voglia di unire. Unire popoli, unire persone, talenti, musiche e note e nel panorama nostrano che prova ad affacciarsi di tanto in tanto su scenari altri non è poca cosa e nemmeno futile. Ne abbiamo parlato col diretto interessato in un godibilissimo scambio di mail

  • Quale primavera per il mondo, al di là di semplici riforme politiche? Abbiamo un’economia basata sul debito, una pressione fortissima sui sistemi di protezione sociale. Tu in Prima delle sabbie e Precari a primavera, brani presenti in La via della seta, affronti con arguzia questo tema. Ce ne vuoi parlare?
Sono sicuramente temi impegnativi su cui bisognerebbe riflettere a lungo e non penso certo che dei brani musicali possano essere esaustivi come dei trattati o addirittura offrire soluzioni. Possono però proporre degli stimoli, delle sensazioni che in qualche modo si legano indissolubilmente alla propria vita profonda. In Prima delle sabbie per esempio l’immagine prevalente è quella di un’aridità materiale e morale, di un deserto che ricopre di polvere ogni cosa privandola del suo originario valore. Ed è così che emerge prepotente il desiderio di un riscatto, di un vento forte che spazzi via i dogmi e l’idiozia, di una pioggia lenitrice che lavi le incrostazioni della storia, delle ingiustizie o delle lotte senza senso. E in fondo ho scoperto da poco che persino sotto il deserto del Sahara si nascondono enormi bacini idrici di acqua antichissima. A volte osservando tutto quello che accade si ha comunque la percezione di un’assurdità generale. Quando senti parlare vanamente, e per almeno vent’anni, delle cosiddette irrinunciabili riforme della giustizia, della scuola, della sanità o del sistema elettorale, giusto per nominarne alcune, non puoi che sorriderne. È come trovarsi in un dipinto di Dalì, con gli orologi liquefatti appesi qua e là. Quando leggi che nei famosi mercati si vendono debiti o mutui spezzettati e ricomposti in prodotti finanziari, quando senti che il flusso di denaro che circola è molto superiore alle risorse realmente esistenti nel mondo, quando la logica prevalente è quella della crescita infinita in un mondo finito come puoi non sentirti imprigionato in un mondo surreale? Anche Precari a primavera parla di questo, direi…

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