16 dicembre 2011

Nuova intervista ad Andrea Gianessi su Kult Underground




 
Intervista di Davide Riccio
Davide
Ciao Andrea. Come è nato a un certo punto il bisogno di intraprendere un progetto solista o meglio, considerato che in fondo non sei da solo, ma ti accompagnano molti ottimi musicisti, un progetto a tuo nome?
Andrea
Dopo anni di attività musicale in progetti per lo più collettivi e sperimentali avevo accumulato e nascosto nel cassetto molte canzoni che rispecchiavano il mio personale punto di vista, la mia visione delle cose, del mondo, della società. Nel 2008 si è presentata l'occasione di rimettere mano a quei brani e ho cominciato a lavorarci con alcuni amici musicisti che avevo incontrato nel percorso. E' stato tutto molto naturale: sentivo l'esigenza di sviluppare la forma canzone e ho provato a farlo traendo il meglio dal bagaglio di esperienze che la sperimentazione folle dei progetti precedenti mi aveva fornito. In questo senso abbiamo lavorato ad una destrutturazione della canzone per ricominciare da una sorta di tabula rasa, ricostruendo delle strutture inedite con strumenti inusuali, rinunciando volutamente, per questo disco, alle impalcature standard di basso e batteria. Il lavoro è a mio nome perchè la responsabilità, per così dire, compositiva e concettuale dei brani è a carico mio, ma devo ammettere che al livello strettamente musicale, di arrangiamento, i musicisti con cui ho lavorato hanno dato un enorme contributo creativo, aiutandomi a reinventare un approccio alla canzone moderna che fosse svincolato dalle gabbie delle categorie.