5 dicembre 2011

Altritaliani.net: "Viaggio verso Oriente. Intervista ad Andrea Gianessi."


Pietro Bizzini : “La Via della Seta” è uno dei dischi che più mi ha colpito durante il 2011, da dove ti è venuta l’idea di unire la tradizione cantautoriale italiana agli strumenti musicali delle terre che si estendono dal Medio Oriente alla Cina?
Andrea Gianessi : Ti ringrazio molto, mi fa piacere che lo apprezzi a tal punto. Devo dire che sono sempre stato onnivoro musicalmente e credo che la contaminazione e la compresenza di mondi culturali anche distanti fra loro sia una parte fondamentale del mio modo di concepire la musica stessa. Scrivo canzoni da parecchio tempo ormai, e negli anni ho attraversato molte fasi e molti stili, dal rock alla psichedelia, dal prog alla sperimentazione più estrema e folle, fino al folk e all’elettronica.
In questo ultimo periodo ho sentito però la necessità di ritornare ad un approccio all’arrangiamento in chiave acustica - che io considero decisamente più umano, per così dire più suonato - per esplorare così le possibili interazioni tra la canzone d’autore tipicamente italiana e le culture orientali, mediorientali e mediterranee. 
L’ambito delle musiche extra-europee è un mondo sonoro che mi ha sempre affascinato molto e l’idea di sperimentare una fusione è nata in primo luogo dalla curiosità di confrontarmi con esse, con le loro strutture complesse, con strumenti fantastici e raffinati, dalle sonorità incredibili. Ho iniziato lavorando sulle mie canzoni con un amico tablista, Francesco Gherardi, e con un altro grande musicista e amico, il violinista Francesco Giorgi. Con loro abbiamo intrapreso una sorta di destrutturazione pop dei miei brani, eliminando quelle che sono considerate normalmente le impalcature standard di ogni canzone, basso e batteria. Su questa tabula rasa abbiamo ricostruito dalla base degli arrangiamenti nuovi, per restituire agli strumenti una funzione realmente strutturale, evitando di impiegarli come mero colore timbrico. A noi si sono uniti col tempo altri ottimi musicisti come il flautista Antonello Bitella, il percussionista Domenico Candellori, il fisarmonicista Alessandro Zacheo e la violoncellista Maria Paola Balducci. Tutti insieme abbiamo lavorato molto per costruire degli arrangiamenti che, pur nel rispetto dovuto alle tradizioni musicali di origine, si svincolassero dal purismo e dalla nicchia della musica etnica, cercando di oltrepassare quelle barriere che cristallizzano la creatività musicale, sia nel pop moderno che nella musica tradizionale. [...]

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